Il nostro 25 aprile

La celebrazione del 25 aprile, che cade domani, è stata per anni patrimonio di moltissimi Italiani, ma non di tutti.
Sarebbe tempo, a 74 anni dalla Liberazione, che essa – come già in Francia accadde per il 14 luglio, oggi riconosciuto dall’intero paese da Marine Le Pen a Jean-Luc Mélenchon – unisse i cittadini italiani tutti a difesa della sovranità popolare contro i fascismi vecchi e nuovi.
Ragazzotti che non hanno conosciuto il ventennio fascista nemmeno si rendono conto di quale bestialità commettano nel manifestarne nostalgia.
Ma i fascismi più pericolosi sono mimetizzati oggi in forme subdole. Sono quelli a minacciare la sovranità popolare dell’Italia come di ogni paese. Essi promanano dai centri di potere oligarchici transnazionali nemici dei popoli che mirano a depredare e a rendere sudditi, e tuttavia non manca nemmeno da noi qualche collaborazionista pronto a servirli.
Contro i fascismi vecchi e nuovi il 25 aprile abbia una sola bandiera, quella dell’Italia. In alto il tricolore, anche a Bagnolo in Piano!

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Bella e impossibile

La centrale piazza Garibaldi di Bagnolo in Piano: una situazione problematica, di criticità e manchevolezze, irrisolta nel cuore del paese. Una patata bollente nelle mani della prossima amministrazione comunale.

Tutti uguali, sulla strada… o no?

A Bagnolo in Piano un ragazzo con difficoltà a deambulare incontra grossi problemi e rischi a muoversi sulla sua carrozzina per recarsi da casa al lavoro. Buona parte del tragitto che deve quotidianamente percorrere si trova in uno stato deprecabile, indegno di un paese in cui, come ovunque, andrebbe rivolta una particolare attenzione a quei componenti la comunità che senza loro colpa vivanon in situazioni problematiche. Eppure siamo nel cuore della civile Emilia, nell’anno 2019. Vedere per credere.